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Santorre di Santarosa nella Restaurazione Piemontese
è il tentativo di ricostruire la vicenda umana, culturale
e politica del futuro eroe del ’21 nei bui anni che vanno
dalla caduta di Napoleone al fallito tentativo insurrezionale
del 1821. In questi anni il Piemonte “restaurato”
dal Congresso di Vienna era uno degli stati più illiberali
e retrivi d’Europa, governato in modo dispotico da un re,
Vittorio Emanuele I, che non riusciva a rendersi conto che, nonostante
il ripristinato dispotismo, la situazione non poteva più
essere come prima della Rivoluzione Francese. Santarosa di questa
fervida stagione è sicuramente il personaggio più
significativo: di solida cultura, perennemente tormentato dalla
sofferenza di constatare la situazione di “servaggio”
dell’amata Patria, con altri amici, Cesare Balbo, Luigi
Provana del Sabbione, Luigi Ornato, a cui se ne aggiungeranno
altri che in futuro terranno da protagonisti la scena politica
piemontese e non solo, Roberto d’Azeglio, Guglielmo Moffa
di Lisio, Ettore Perrone di San Martino…, darà un
indispensabile contributo al tentativo insurrezionale del marzo
1821 che, anche se fallito, costituirà un momento fondamentale,
occasione di meditazione e riflessione per il futuro, nella storia
del nostro Risorgimento Nazionale.
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