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BUONA
SANITÀ
Storia di un ospedale
Francesco Scaroia
Collana Cultura medica
Pagg. 320
f.to 17x24
Edizione in brossura
con alette
ISBN 88-87804-18-4
€ 15,00

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Francesco Scaroina
Medico, specialista in Medicina Interna, è Direttore della
Struttura Complessa di Medicina B presso l'Ospedale Emergenza
Nord San Giovanni Bosco di Torino.
Ha lavorato in precedenza al San Giovanni A. S. e alle Molinette.
Autore e coautore di una vasta produzione di ricerca epidemiologica
e clinica – prevalentemente in ambito metabolico, cardiovascolare
ed ematologico –, ha perseguito negli ultimi vent’anni
la ricerca epistemologica in Medicina con particolare attenzione
alla sua storia, alle sue trasformazioni nei secoli, alla filosofia
della scienza e alla storia della Sanità. È autore
di articoli e monografie di argomento epistemologico e storico-clinico,
e da anni si impegna nella divulgazione scientifica. Invitato
frequentemente quale relatore a convegni e congressi medici, e
non medici, propone al pubblico gli aspetti umanistici di una
professione che non può segregarsi nella sola cultura tecnica.
Le sue pubblicazioni monografiche: Il segno di... dizionario dei
segni obiettivi in medicina (E.M.S., 1994), Quel dolore che viene
dal cuore: angina pectoris seu cardiogmus (E.D.I.M.E.S., 1998),
Arterioscle-rosis: la malattia dello strapazzo arterioso (ed.
Pintore, 1999), De capitis dolore (S.M.O.P., 2000), La paura servita
a tavola. Mucca pazza (ed. Pintore, 2001), Nefrós: cronache
e convinzioni alla scoperta dei reni (ed. Pintore, 2002). In corso
di pubblicazione Il dono di Prometeo, storia e cronologia delle
scienze medico-biologiche.
È socio dell’Accademia di Medicina di Torino e della
Società Italiana di Medicina Interna.
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Raccontare la storia di un Ospedale,
l’edificio sacro in cui questa rinnovata clinica si perfeziona
tutti i giorni, è stata sicuramente una fatica appagante
anche se, essendo una struttura relativamente giovane, quella del
San Giovanni Bosco avrebbe poco da raccontare di sé.
Esso ha avuto, però, il privilegio di vivere la giovinezza
e la maturità in un periodo estremamente fecondo in campo
scientifico, e molto significativo e rivoluzionario in campo sociale,
con stravolgimento dei concetti antichi di “salute”
e “malattia”.
Non fu costruito da architetti illustri, come altre realtà
ospedaliere torinesi, né ha mai avuto la pretesa di essere
sede di Accademie prestigiose: non era il suo mandato.
Era stato voluto ed è cresciuto, semplicemente, come ospedale
di Barriera, con il vincolo prioritario di soddisfare i bisogni
di salute della popolazione, nell’ambito dei suggerimenti
e delle opportunità definite dai livelli di governo superiori
o dagli enti finalizzati al controllo della Sanità pubblica:
obiettivo raggiungibile attraverso una organizzazione tecnico-sanitaria
e amministrativa che identifichi al centro del sistema il bene dell’utente.
A chi è innamorato della Medicina e delle sue pratiche, e
degli uomini che la governano, la nascita, lo sviluppo, le trasformazioni
e gli adattamenti progressivi nel corso dei lustri di una struttura
cosí complessa sono strumenti importanti per veder affiorare
negli anni le grandi scoperte scientifiche, gli importanti cambiamenti
sociali, le inevitabili sfumature antropologiche che nell’“arte
della cura” trovano momenti di conforto e di tutela.
Ippocrate, il fondatore della Medicina moderna, lasciò questa
eredità: “Fra le arti ce ne sono alcune che sono penose
per i loro detentori, ma molto utili per i loro utilizzatori. A
tale categoria appartiene la Medicina. Il medico, infatti, assiste
a spettacoli spaventosi, tocca cose ripugnanti e in caso di sventure
altrui guadagna egli stesso dispiaceri. I malati al contrario, sfuggono,
grazie all’arte, ai mali piú grandi: malattie, afflizioni,
sofferenze, morte. È a tutto questo, infatti, che si oppone
la Medicina”.
In tempi piú moderni un altro clinico, Rudolph Virchow, impose
alla Medicina un onere aggiuntivo: “La Medicina, da sapere
altrettanto sacro quanto il malanno che deve sconfiggere, si è
tramutata in impresa scientifica, fallibile ma insostituibile servizio
sociale”.
Questa Storia è stata intrecciata e narrata da uomini che
hanno vissuto in ospedale esperienze molto suggestive e a loro va
il merito di aver scritto capitoli, idee, frasi e conclusioni di
un lungo e inarrestabile lavorio che ha condotto il nostro “edificio”
ai livelli attuali di efficienza.
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