Buona Sanità  

BUONA SANITÀ
Storia di un ospedale

Francesco Scaroia

Collana Cultura medica

Pagg. 320

f.to 17x24

Edizione in brossura
con alette

ISBN 88-87804-18-4

€ 15,00

 

 
 
 
Raccontare la storia di un Ospedale, l’edificio sacro in cui questa rinnovata clinica si perfeziona tutti i giorni, è stata sicuramente una fatica appagante anche se, essendo una struttura relativamente giovane, quella del San Giovanni Bosco avrebbe poco da raccontare di sé.
Esso ha avuto, però, il privilegio di vivere la giovinezza e la maturità in un periodo estremamente fecondo in campo scientifico, e molto significativo e rivoluzionario in campo sociale, con stravolgimento dei concetti antichi di “salute” e “malattia”.
Non fu costruito da architetti illustri, come altre realtà ospedaliere torinesi, né ha mai avuto la pretesa di essere sede di Accademie prestigiose: non era il suo mandato.
Era stato voluto ed è cresciuto, semplicemente, come ospedale di Barriera, con il vincolo prioritario di soddisfare i bisogni di salute della popolazione, nell’ambito dei suggerimenti e delle opportunità definite dai livelli di governo superiori o dagli enti finalizzati al controllo della Sanità pubblica: obiettivo raggiungibile attraverso una organizzazione tecnico-sanitaria e amministrativa che identifichi al centro del sistema il bene dell’utente.
A chi è innamorato della Medicina e delle sue pratiche, e degli uomini che la governano, la nascita, lo sviluppo, le trasformazioni e gli adattamenti progressivi nel corso dei lustri di una struttura cosí complessa sono strumenti importanti per veder affiorare negli anni le grandi scoperte scientifiche, gli importanti cambiamenti sociali, le inevitabili sfumature antropologiche che nell’“arte della cura” trovano momenti di conforto e di tutela.
Ippocrate, il fondatore della Medicina moderna, lasciò questa eredità: “Fra le arti ce ne sono alcune che sono penose per i loro detentori, ma molto utili per i loro utilizzatori. A tale categoria appartiene la Medicina. Il medico, infatti, assiste a spettacoli spaventosi, tocca cose ripugnanti e in caso di sventure altrui guadagna egli stesso dispiaceri. I malati al contrario, sfuggono, grazie all’arte, ai mali piú grandi: malattie, afflizioni, sofferenze, morte. È a tutto questo, infatti, che si oppone la Medicina”.
In tempi piú moderni un altro clinico, Rudolph Virchow, impose alla Medicina un onere aggiuntivo: “La Medicina, da sapere altrettanto sacro quanto il malanno che deve sconfiggere, si è tramutata in impresa scientifica, fallibile ma insostituibile servizio sociale”.
Questa Storia è stata intrecciata e narrata da uomini che hanno vissuto in ospedale esperienze molto suggestive e a loro va il merito di aver scritto capitoli, idee, frasi e conclusioni di un lungo e inarrestabile lavorio che ha condotto il nostro “edificio” ai livelli attuali di efficienza.
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